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IL SALMONE E LA DISINFORMAZIONE SU SCALA NAZIONALE

31 marzo 2017
Press trip – Norwegian Seafood Council.
Foto: Marius Fiskum © Norges sjømatråd

Cari lettori,

dopo aver visto la puntata di Lunedì 27-03-2017 della trasmissione INDOVINA CHI VIENE A CENA molte persone ci stanno contattando per sapere come mai si parlasse così male del salmone.

Oggi, dopo aver contattato il CONSIGLIO ITTICO NORVEGESE, possiamo già affermare che quanto visto è a dir poco calunnioso, piena espressione di una emittente televisiva incapace di destare l’interesse del pubblico senza alterare la realtà dei fatti.

Abbiamo deciso di riportare integralmente la risposta ricevuta dall’ente Norvegese, così che possiate valutare da soli quanto fuorvianti e imbarazzanti siano state le informazioni trasmesse senza scrupoli.


 

“Il Norwegian Seafood Council intende esprimere il proprio stupore e imbarazzo per la puntata di ieri sera di Indovina chi viene a cena, in onda su RAI 3, e del servizio a proposito del salmone norvegese di allevamento.

Siamo rimasti increduli da quanto l’inchiesta fosse di parte. Si è trattato di un tentativo deliberato di terrorizzare i telespettatori per fare ascolti, presentando il prodotto ittico come pericoloso, e le autorità sanitarie e di sicurezza europee come dei farabutti in combutta con le lobby.

Il tutto è stato costruito in modo da dare voce solamente ai detrattori dell’acquacoltura. I sedicenti esperti consultati sono stati selezionati a questo fine, e senza verificarne la reputazione. Nessuno fra le autorità sanitarie norvegesi o italiane è stato inserito nel montaggio. Un produttore locale norvegese che in buonafede e trasparenza ha voluto usare la cortesia alla trasmissione di permettere di filmare i suoi impianti si è visto tagliato a pochi secondi, praticamente senza la possibilità di spiegare ai telespettatori degli standard di qualità e sicurezza applicati. Infine, alcune riprese vecchie di diversi anni sono state presentate come nuove.

Il Norwegian Seafood Council intende pertanto protestare contro i metodi utilizzati nel documentario RAI. Troviamo insolito che la TV pubblica italiana si scagli contro un settore industriale legittimo, dagli elevati standard di sicurezza, di qualità e ambientali, e che da lavoro a migliaia di persone.

Nonostante le circostanze sgradevoli, desideriamo cogliere l’occasione per fare chiarezza su alcuni temi trattati dalla puntata. Probabilmente non sarà sufficiente a riparare il danno, ma ci consentirà di rendere un servizio utile alle molte persone che ieri sera hanno visto alla TV e non hanno creduto – a buon titolo – in quello che vedevano.

Sugli inquinanti

Il Comitato Scientifico Norvegese per la Sicurezza Alimentare (VKM) nel suo rapporto del dicembre 2014 conferma che i benefici sulla salute umana relativi al consumo di pesce superano di gran lunga i potenziali rischi derivanti dalla eventuale presenza di sostanze inquinanti o altri contaminanti contenuti nel pesce.

Il salmone è inoltre in una posizione unica poiché si nutre di mangime controllato rigidamente. Uno studio condotto dall’Istituto di Ricerca norvegese sulla Nutrizione (NIFES) dimostra che i contaminanti nel salmone sono ben al di sotto dei limiti stabiliti sia in Norvegia e l’UE.

In Norvegia, il NIFES monitora le tossine ambientali e altre sostanze indesiderate nei mangimi del pesce e di tutti i prodotti ittici. Ad oggi, non ci sono dati a supporto eventuali effetti sugli esseri umani in relazione all’utilizzo di etossichina nel mangime, come invece è stato affermato durante la trasmissione televisiva. Il salmone d’allevamento è attestato come un pesce sicuro e sano da mangiare.

Non esiste alcun limite massimo (MRL) per l’etossichina nel pesce, tuttavia, è stato fissato un limite per dose giornaliera accettabile (ADI). Le analisi sul salmone d’allevamento dimostrano che una porzione abbondante di salmone (300 grammi) contribuisce all’assunzione di un massimo del 15% della dose giornaliera accettabile.

Un esame sui rischi-benefici del consumo di prodotti ittici da parte del Comitato Scientifico Norvegese per la Sicurezza Alimentare (VKM) ha concluso che il pesce d’allevamento è un alimento sano e può essere mangiato tranquillamente da tutti, tutti i giorni della settimana.

In gravidanza

È stato dimostrato che il consumo di pesce da parte della madre durante la gravidanza e l’allattamento contribuisca ad uno sviluppo positivo del sistema nervoso degli embrioni e dei bambini, grazie all’apporto di importanti acidi grassi come gli Omega 3. Per questo motivo, il consumo di pesce è consigliato per le donne incinte come parte di una dietra equilibrata per assicurare il benessere di madre e figlio.

Nell’ultimo rapporto del 2014, Il Comitato Scientifico Norvegese per la Sicurezza Alimentare (VKM) ha affermato che generalmente le donne incinte non coprono il fabbisogno di Omega 3 di origine marina.

I benefici del consumo di salmone e di altri tipi di pesce d’allevamento superano di gran lunga i trascurabili rischi rappresentati dagli attuali livelli di inquinamento nel pesce.

Il mangime dei pesci

Il mangime dato ai salmoni d’allevamento è sottoposto a rigorosi controlli e ricerche scientifiche condotte dall’Istituto Norvegese di Nutrizione e Ricerca sul Pesce (NIFES) hanno dimostrato che il livello di inquinanti presente nel salmone d’allevamento è ben al di sotto del limite stabilito sia dall’Unione Europea che dall’Autorità Norvegese ed inferiore rispetto ai livelli riscontrati nel pesce selvatico.

Il benessere del pesce

L’Industria Ittica Norvegese è fortemente orientata al benessere del pesce. Il salmone rappresenta al massimo il 2,5% del volume totale dei pesci in un allevamento; la normativa prevede infatti che la singola rete debba contenere il 97,5% di acqua per consentire al salmone le migliori condizioni di crescita e benessere. L’Autorità Norvegese supervisione l’industria durante le sue attività. I report della Direzione Norvegese per la Pesca affermano che 9 allevamenti su 10 mostrano uno stato ambientale buono o ottimale.

Il pidocchio di mare

L’industria dell’acquacultura ha aumentato l’uso di metodi non chimici di rimozione dei pidocchi marini dal salmone. L’uso di composti chimici è stato ridotto del 40% dal 2015 al 2016. I metodi alternativi, come l’utilizzo del lompo, le reti anti-pidocchio e l’utilizzo di acqua tiepida, sono cresciuti del 500% lo scorso anno.”


 

3 Comments

  • Reply lorenzo 1 aprile 2017 at 13:25

    Apprezzo da sempre la quaalita’ del salmone norvegese e ne mangio regolarmente

    • Reply admin 18 aprile 2017 at 15:17

      La ringraziamo per il suo contributo nel nostro blog, continui a seguirci per restare sempre aggiornato sul mondo del salmone affumicato!

  • Reply La disinformazione è Passata, ovvero "di tutt’erba uno sfascio" - il Fitoiatra 30 maggio 2017 at 17:30

    […] Non è successo solo a noi, però. Guardate qui (link). […]

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